Ciao, io sono Katia, sono cresciuta in una famiglia cattolica, ma poco praticante. La mia infanzia è stata molto felice, la ricordo con grande gioia. Nelle loro possibilità, i miei genitori non mi hanno fatto mai mancare nulla. A poco meno di tre anni iniziai a frequentare la scuola materna dalle suore e li restai fino alla fine delle elementari, ricordo una severa disciplina, inoltre, non mancavano mai le preghiere del mattino, le visite alla “chiesetta”, lunghissimi giorni di “fioretti” e tantissime altre cose. Iniziai a fare anche la chierichetta durante le messe, alcune domeniche stavo anche tutto il giorno, nessuno me lo imponeva, era una cosa che facevo col cuore e pensavo fosse giusto, anche se in realtà mancava sempre qualcosa. Da quegli anni di spensieratezza, passai all’adolescenza. Ricordo momenti belli, ma anche brutti. Mi sentivo sempre a disagio tra gli altri, mi mancava sempre qualcosa, verso i 16 anni arrivai anche a pensare al suicidio.. “tanto non se ne sarebbe accorto nessuno”.. pensavo. Insomma, tutte quelle cose che prima erano belle, svanirono lentamente. Arrivarono i 19 anni, momento più buio e triste della mia vita. Un pomeriggio, ero al lavoro, vidi arrivare il migliore amico di mio papà, parlò con il mio titolare e con poche parole mi portò in ospedale. Beh, arrivammo li, dopo pochi minuti mi trovai con mia mamma e mio fratello davanti ad un dottore che ci disse “papà non ce l’ha fatta, mi dispiace”, si girò e se ne andò. Ricordo che gridai così forte da perdere le forze, mi sentii strappare il cuore e l’anima. Quell’uomo che mi amava, che aveva tutta la mia stima, così straordinario e importante, non l’avrei mai più rivisto. eppure al mattino mi aveva accompagnato al lavoro e stava bene! Da quel giorno la mia vita cambiò. Se poco prima mi sentivo a “ disagio ” da lì in poi, iniziai a sentirmi “ persa “. Conobbi una ragazza, arrivava da Milano, ben presto iniziai a uscire tutte le sere, conobbi persone nuove, ricordo che passavo le serate e le nottate in giro per Milano, tra locali, persone “strane e sconosciute”, spesso mi trovavo in luoghi con persone e non sapevo nemmeno perché, dormivo una o due ore per notte e di giorno lavoravo, ancora oggi mi chiedo come facessi a stare in piedi. Questo “incubo” durò poco più di un anno. (Oggi ringrazio Dio per come mi ha protetto da tutte quelle cose orribili che mi sarebbero potute accadere). Tutta l’adrenalina che avevo in corpo stava finendo, iniziai a essere un po’ più stabile, ormai vivevo da sola, con tre amiche. La vita andava avanti, tra alti e bassi, sempre alla ricerca di qualcosa, mi buttai nel Reiki pensando di trovare lì le mie risposte e ciò che mi avrebbe fatto trovare la gioia, ma il mio senso d’inadeguatezza era tornato più vincente di prima. Mollai tutti e tutto, iniziai a girare, prima in Svizzera, poi Jesolo, poi Belluno, ma in nessuno di questi posti trovai quello che cercavo. In qualsiasi posto trovavo persone che cercavano solo il loro interesse, molte volte arroganti, avide e insensibili. E quel vuoto non si colmava mai, anzi, cresceva sempre più. Un giorno, ero a Belluno, venne a trovarmi una mia carissima amica, portò con sè un Vangelo, mi fece leggere un brano che parlava dell’ amore, che meraviglia, mi lasciò senza parole! Rimasi stupita perché tutti quegli anni passati con le suore e in chiesa, nessuno mai mi fece leggere quello che avevo tra le mani. Rimasi colpita, ma non compresi fino in fondo quello che voleva dirmi quel brano. Pensai che parlasse di amore tra persone, egoisticamente mi sentii “a posto” perché in quel momento amavo una persona e mi sembrava di farlo proprio in quel modo! Ma ripeto, non capii nulla di quel brano perché l’amore di cui parlava non era di certo quello! Poco dopo, quella “splendida” e per me “incorruttibile” storia d’amore, finì. Da li, iniziò un nuovo terribile periodo, tornai a casa da mia mamma ridotta veramente male, un’altra volta sola, sconfitta e soprattutto ferita, senza niente, senza un lavoro e con la sola certezza di dovermi rimettere in piedi da sola. Trovai subito un lavoro, per svagarmi uscivo, le mie “vecchie” amicizie erano ancora li, tutte per me, pronte a farmi divertire con serate in discoteca, cene e qualsiasi cosa mi faceva stare bene. Un giorno, la mia carissima amica (quella che mi regalò il Vangelo) m’invitò ad andare con loro la domenica mattina, per lodare il Signore. Un po’ impaurita andai, vidi tutte queste persone, belle, sorridenti, accoglienti (direi “strane” per me che in quel periodo frequentavo ogni sorta di locale!! . ). Iniziarono a cantare e a pregare in un modo a me sconosciuto, però c’era qualcosa di veramente bello nello stare lì in mezzo a loro. Parlavano di Dio, anch’io avevo sentito parlare di Dio tantissime volte, ma mai così! Vedevo in loro qualcosa di diverso, di bello, sentivo che tutti erano amorevoli con me, gentili, premurosi.. e mi sembrava strano! Poco dopo andai al battesimo di questa mia amica e del suo fidanzato, mi sembrava tutto così anomalo, ma qualcosa dentro di me desiderava arrivare a fare quello che stavano facendo loro. Ricordo che c’era un signore tra tutte le persone che si fermò a parlare con me, mi chiese se avessi una Bibbia, io risposi di no, dopo 5 minuti me ne regalarono una! Tornai a casa, sfogliavo, leggevo, ma non capivo. Tante cose non le avevo mai sentite, rimasi stupita perché in tutti quegli anni passati con le suore e in “chiesa” nessuno mai mi aveva regalato una Bibbia, tanto meno mi aveva detto che era importante leggerla! Ma ora ne avevo una tutta mia! Da quel giorno iniziai a frequentare sempre più assiduamente, andavo a ballare il sabato sera, ma la domenica mattina ero pronta a svegliarmi prestissimo per andare fino a Lecco per lodare il Signore e stare in compagnia. Quel brano sull’amore era sempre li, lo leggevo e rileggevo. Iniziai a fare i corsi biblici, questo mi aiutò a comprendere meglio quello che ascoltavo la domenica mattina, soprattutto mi aiutò a capire che ero una peccatrice, che tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento era sbagliato, che Dio per salvarmi e donarmi la salvezza si fece uomo, venne sulla terra, si fece umiliare e inchiodare sulla croce per tutti noi, me compresa. GESU’ E’ MORTO PER ME! Tutto questo lo compresi pienamente col passare del tempo, in quel momento, come ora, avevo il cuore pieno di gioia. E finalmente avevo trovato il senso di quel brano! Quell’unica persona che mi amava, che mi ama e mi amerà per sempre in quel modo, era proprio Dio. Ripensai a quante volte lo avevo tradito e ferito, anch’io, a quante volte la Sua potente mano mi aveva protetto da pericoli, a quanto è stato paziente nell’aspettarmi, a quante volte, senza che lo sapessi, mi aveva aiutato a rialzarmi. Non mi restava che imitarlo e imparare da Lui e per farlo dovevo fare una scelta, chiederGli perdono, donare il mio cuore e la mia vita a Lui. Ricordo che era il 24 settembre del 2007 era una domenica, mi trovavo a casa di Mimmo (conduttore della comunità di Lecco) e pregai con lui, quel giorno mi abbandonai tra le braccia del Signore, chiesi umilmente perdono per tutte le cose che avevo fatto e ricordo che mi sentii libera, leggera. Uscii da casa sua, alzai lo sguardo verso le montagne e per la prima volta le osservai con occhi diversi, in quell’istante percepii la potenza, la forza e la magnificenza del Signore. Mi sembrava tutto così bello che anche i colori li vedevo più brillanti! Arrivò con grande ansia il 25 novembre, giorno del mio battesimo, con grande stupore, venne qualche mia amica, della mia famiglia non venne nessuno e questo fu motivo di profonda tristezza perché stavo per fare una cosa bella e importante, una cosa che ancora oggi loro non hanno compreso. Ma in quel momento avevo tutto ciò di cui avevo bisogno, a prescindere da chi c’era, io stavo dando dimostrazione della mia scelta! Lasciare la mia “vecchia vita” non è stato per niente facile, ci sono voluti un po’ di mesi, fino a quando la mia priorità è diventata solo il Signore. Sono passati 8 anni da quando scelsi di donare il mio cuore e la mia vita a Dio, in questi anni il Signore ha fatto cose straordinarie per me, ha rivoluzionato la mia vita, ha risanato il mio cuore, ha riempito quell’immenso vuoto dentro di me, mi ha fatto conoscere la vera gioia di vivere, mi ha donato un marito su misura per me, mi ha donato tanti fratelli e sorelle, una famiglia introvabile nel mondo, mi da certezze ogni giorno, mi da il Suo amore costantemente e soprattutto mi nutre di quell’amore che solo Lui può dare, quell’amore che il mondo non sa e non può dare. Sono certa che un giorno sarò con Lui e che tutte queste cose sono solo una minima parte di quello che sta preparando per me nel cielo. Di sicuro non bastano queste righe per raccontare una vita, le gioie e i dolori, ma spero di averti trasmesso quanto è importante avere Dio nella propria vita, avere qualcuno di cui ti puoi fidare ciecamente e che hai la certezza che per niente al mondo ti abbandonerebbe.

Ti ho raccontato la mia storia perché credo che ognuno di noi abbia bisogno di amore, di gioia, di pace, di riempire un vuoto dentro, ognuno di noi ha ferite da risanare e ognuno di noi ha bisogno di certezze e di perdono. TUTTI ABBIAMO BISOGNO DI DIO!

Tutto ciò che Dio ha fatto per me e tutto l’amore che Lui ha per me, lo vuole dare anche a te; devi solo iniziare a cercarlo e Lui si farà trovare!

 

 

 

Katia