Mi chiamo Wilma e sono cresciuta in una famiglia cattolica non praticante. I miei genitori mi battezzarono, mi fecero fare la comunione e la cresima, ma né mio padre né mia madre avevano una vera relazione personale con Dio: era tutto fatto per tradizione e ancora per tradizione mi sposai con il rito cattolico, senza avere alcuna conoscenza di Dio. Della mia “religiosità” ricordo solo che la domenica mattina, a circa 10 anni, andavo a messa e avevo già dei problemi depositati in fondo al cuore: ne parlai con la statua della Madonna e le chiesi aiuto, ma nel mio cuore di bimba pensai subito che “essendo una statua non poteva aiutarmi!”.

Ritornando al mio matrimonio, a 19 anni ero già sposata e in attesa di una bimba: apparentemente tutto andava bene, ma col passare del tempo, anche se non c’erano dei problemi enormi, mi sentivo male interiormente…

Avevo un grande vuoto nel cuore, mi sentivo vuota ed ero molto turbata perché non sapevo come affrontare la vita con i problemi che mi si presentavano giorno dopo giorno.

Una cosa che mi pesava molto era la cattiveria delle persone nei miei confronti e non capivo perché mi ferivano così; contrariamente io mi credevo molto buona: tutto questo mi angosciava.

Un giorno conobbi una ragazza che mi parlò di Dio, in un modo diverso da come avevo sempre sentito e mi regalò una Bibbia.

Iniziai a leggerla, ma non ci capivo molto; non mi persi d’animo e continuai e, leggi e rileggi, iniziai a capire molto bene una cosa: io non ero buona come pensavo, ero una peccatrice; più leggevo e più il Signore mi dava questa convinzione attraverso la sua Parola.

Una notte ero disperata e oppressa da tutti i miei problemi, inoltre quello che avevo scoperto su me stessa non mi dava pace, non prendevo sonno e così mi alzai, andai in sala da pranzo e iniziai a camminare avanti e indietro…

Nella mia disperazione gridai a Dio con tutto il mio cuore: Gli dissi che se esisteva veramente doveva farsi conoscere da me, perché io avevo bisogno di Lui , altrimenti avrei preferito morire.

Dopo aver fatto questo ritornai a letto più sollevata, iniziai a leggere la Bibbia e Dio mi parlò attraverso il brano che si trova in Luca cap. 8 ver. 40: parla di una donna malata da molti anni che, dopo aver provato ogni cosa per guarire, toccò con fede il mantello di Gesù e guarì.

Io, che non avevo una malattia fisica ma ero malata dentro l’anima, dissi allora a Gesù queste parole: “Gesù tu adesso non sei qui visibilmente e non posso toccare il Tuo mantello, ma io metto la mia fede in Te, come ha fatto quella donna”.

Chiusi la Bibbia e mi addormentai tranquilla come non lo ero più da molto tempo: non sapevo come, ma quella preghiera mi donò pace. Dopo quella notte accettai l’invito (che prima non avevo mai accettato) di andare la domenica mattina al culto di adorazione: per me tutto era nuovo e diverso da come mi era stato insegnato sin da bambina, … e non vi dico la commozione, la sorpresa … nel sentire gli inni di lode e le preghiere delle persone rivolte non ad una statua, ma a Dio.

Allo stesso modo di avevo gridato la notte in cui ero disperata, rimasi stupita nel sentire ogni persona presentarsi a Dio come un peccatore salvato per grazia: in pratica quello che Dio mi aveva guidato a capire su me stessa.

Nel frattempo, mentre aspettavo con desiderio che giungesse ogni domenica mattina, continuavo durante la settimana la lettura della Bibbia … ed un giorno lessi in Atti cap. 8 ver. 26 un brano dal quale ho concluso che se una persona accettava con tutto il cuore Gesù come personale Salvatore e Signore, aveva la vita eterna e poteva essere battezzato: come l’Etiope di quel brano così feci anch’io (avevo 26 anni).

Da allora sono passati circa 16 anni e Dio ha sempre vegliato su di me: mi ha preso nella sua mano e mi ha protetta, mi ha guidata e, soprattutto, mi ha amata… Nonostante le mie cadute, quando ho sbagliato, Dio mi ha rialzata: Lui non ha promesso che nella mia vita terrena tutto sarebbe andato bene e che non avrei mai più sofferto, ma ha promesso di essere sempre con me nella gioia e nel dolore, tutti i giorni della mia vita.

Dio mi ha regalato la vita eterna che io non merito, Gesù ha pagato il mio debito ed ora ho la certezza di andare in cielo con Lui per l’eternità che nel momento in cui mi chiamerà a Sé: NON perché io lo meriti, ma perché è la Sua promessa in Cristo!

A Lui solo sia tutta la gloria e l’onore.

Anche tu che stai leggendo, se vuoi puoi avere il privilegio di diventare un figliolo di Dio per riposare nella Sua mano, poiché questa è la Sua volontà per tutti gli uomini.

Procurati al più presto una Bibbia, leggila con cuore sincero e Dio non mancherà (se tu lo vuoi) di farsi conoscere da te. Dio ti benedica…